Bivacco F.lli Fanton







Localizzazione: Italia – Auronzo di Cadore (BL) | Progetto di: Marco Cellini, Federico Mentil, Placido Luise, Giulia Pecol, Gaetano Ceschia, Flora Voisin | Cronologia: 2015
Il bivacco deve poter mettere in mostra la bellezza delle montagne attraverso relazioni visive ben progettate facendo ricorso a mezzi che pongano l’esterno in relazione all’ interno mantenendo il senso prezioso di intimità tipico di questo tipo di costruzione. Si cercherà quindi di disporre di un mezzo, che sia filtro tra interno ed esterno. Un dispositivo visuale dal quale scrutare l’intorno. Un dettaglio che generi meraviglia perché non c‘è nulla di più meraviglioso nel porsi davanti ad un paesaggio da un luogo chiuso; dentro il quale ombra e luce si alternano fino a far diventare il paesaggio eterno un concetto astratto, quasi sublime. Ecco allora una feritoia: un nastro di vetro che caratterizza il piano terra dove una grande tavola potrà accogliere tutti i possibili ospiti.
Lo spazio notte è posto al primo piano. Si tratta di uno spazio poco luminoso come lo sono i sottotetti della case di montagna. Ogni cuccetta è munita di piccolo affaccio. Il volume del piccolo edificio ripropone quello della baita alpina. La sua pelle esterna è il lamiera bi colore. Un segnale per chi da lontano con lo sguardo è in cerca del riparo, rosso e bianco come i segna-via dei sentieri del CAI. Il bivacco è appoggiato ad una fondazione che si ricava utilizzando i materiali che caratterizzano questo luogo, tre grandi “appoggi” realizzeranno il piano di posa utilizzando pietrame sciolto raccolto in strutture a gabbione in filo di ferro zincato intrecciato. In questo modo quando la vita dell’edificio naturalmente si esaurirà, una volta smontato e riportato a valle, nulla resterà più in quota, nemmeno le fondazioni. Ogni singolo elemento costituente la struttura ed il rivestimento non sarà mai superiore al peso di cento chili (agevolarne la manovrabilità senza dover ricorrere a mezzi come piccole gru o elevatori). Ai locali interni si accederà attraverso due possibili passaggi: il primo al piano terra, il secondo posto al livello superiore e raggiungibile attraverso una scala a pioli, permette l’accesso al bivacco quando la neve alta ostruisce l’accesso inferiore. Sarà una specie di accesso al “bivacco invernale” dei rifugi. Crediamo che la funzione del bivacco non si debba mai esaurire anche quando le condizioni avverse dell’inverno lo imporrebbero.

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